Inizierei questo breve percorso tra gli affreschi di Terraferma Veneziana da questa commovente Madonnina che ho visto sopra uno scanno nel Delta del Po. Lo so, non c’entra niente… forse. 🙂

 

 

Ora vi propongo questa foto, che ci proietta nel profondo Veneto.

 

La delicatezza e l’effetto tonale di questo affresco scoperto sotto agli intonaci della retro-facciata del Duomo di Montagnana (PD) lascia meravigliati. 😍

Proprio per la sua bellezza (e molti studi) e stato associato alla mano di Giorgione. … sembra più un dipinto eseguito da poco che un affresco di mezzo millennio; al termine del percorso vi parlo della profonda differenza (con molta umiltà).

E a me, umile appassionato, questa Giuditta ha ricordato molto la zingareta” de La Tempesta che vi ho proposto in un altro post.

Dall’altra parte, stessa mano d’artista, c’è un magnifico David che solleva una testa enorme.
Lo cerco tra il mio archivio e ve lo mostro domani.

Ricordo che le opere attribuite con sicurezza al misterioso Giorgione sono pochissime!

Ciao! 🙂🖐

 

Come promesso, eccovi il David attribuito a Giorgione.

Assieme alla Giuditta di ieri – che gli sta a fianco sulla controfacciata – una vera e incredibile scoperta, in questo caso, scoperte che sono estranee al mondo del commercio dell’arte. 😉

Si trovano all’interno al Duomo di Montagnana, in provincia di Padova, cittadina completamente murata.

Domani, vi parlo di affresco VS dipinto… le differenze. E perché la cena più famosa del mondo, di Leonardo, si è così mal conservata.

Ciao! 🙂🖐

 

Rimanendo nella bellissima città murata di Montagnana… ho avuto la fortuna di trovare una chiesa aperta, sempre all’interno delle mura, che non avevo mai visto.

Parlando con un signore, mi pare un ecclesiastico, sul Giorgione ritrovato, venne fuori che anche lì avevano scoperto e restaurato dei pezzi di affresco che pochi conoscevano.

Persuaso dalla mia curiosità – condita con un minimo di preparazione – mi portò così in un altro posto, sempre collegato alla chiesa, ma non ricordo se ne era anticamente parte o era una specie di sacrestia.

Accese le luci, sulla parete comparvero diversi affreschi, grandi e dal sapore antico, tra cui questo che vedete.

Che meraviglia… e tutt’oggi, facendo una ricerca veloce on-line, ho trovato poco nulla.

Allora… dicevamo ieri sulla differenza tra affresco e dipinto classico.🧐

Beh, il dipinto, come sapete tutti, consiste nel stendere i colori su un supporto (la faccio semplice) usando le mille tecniche esistenti… olio, acrilico, tempera, misto, rinascimentale, ecc.

L’affresco… eh!… L’affresco in realtà è il risultato di una reazione chimica, chiamata carbonatazione, in pratica una volta steso l’intonaco contenente calce, questa reagisce indurendosi assieme alle polveri dei nostri colori, che presumo non dovranno essere organici ma solo minerali, e di un determinato tipo … Tempo fa, avevo fatto un lavoretto con della calce da me colorata, era venuto anche carino. Dopo due giorni ritornò completamente bianca!!😆 Ci rimasi malissimo 😟

Quindi, l’affresco dura nel tempo e mantiene questi bei colori perché in realtà avviene una reazione chimica, importante e profonda tra intonaco e colore. Va fatto in tempi brevi, a fresco… appunto, diciamo qualche ora, e i ripensamenti importanti non sono ammessi.

L’Ultima Cena di Leonardo (molto deteriorata), forse la più famosa cena al mondo, semplicemente, non è un affresco… correggetemi se sbaglio.

A venerdì prossimo. E se avete domande… sono qui.

Ciao! 🙂🖐

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