Ciao a tutte!

Sono ancora in terraferma.

Mercoledì scorso mentre ero sull’argine, vi avevo postato su Facebook un video dall’Adige semplicemente meraviglioso, con in sottofondo il suono delle campane.
Ecco link per chi lo vuole rivedere QUI.

Ho passato diverse giornate a camminare lungo gli argini che costeggiano fiumi e canali di questa parte di Veneto. Perché davvero ce ne sono moltissimi, sia pedonali che ciclabili.
Molti dei turisti che passano su biciclette con appesi degli enormi borsoni, sono stranieri… e io che non sapevo niente di tutti questi percorsi!

In una trattoria nascosta tra le piante sotto l’argine, mi hanno spiegato che le vie d’acqua per Venezia erano importanti quanto le strade per Roma, quindi nei territori vicini occupati costruiva canali navigabili, che venivano impiegati anche per raggiungere le sontuose ville estive dei ricchi; le ville venete.

Ma siccome non c’erano i motori per andare controcorrente, dalle parti costruivano gli argini con le strade, così animali da tiro o anche persone potevano trainare le barche controcorrente… ed ecco perché dispersi nella pianura e lontano dai mari, ci sono tutti questi posti meravigliosi su cui poter camminare o pedalare di fianco all’acqua.

Domani andrò a camminare su un canale di questi, intendo veneziano, che passa in una delle zone a più bassa densità di popolazione, ora area protetta proprio per questo motivo… mi pare si chiami Valli Grandi Veronesi.

Pensavo una burla, chilometri di nulla nel verde, tagliati solo da questi canali, barchette e qualche nave tipo chiatta di passaggio, lunga anche settanta metri. Poi ho cercato in rete ed ho visto che è tutto vero.

Ma torniamo alle campane meravigliose dei paesini.
Sono suonate a slancio, come a Venezia, ma, non me ne vogliano i campanari veneziani, in modo più melodico.

L’altro giorno camminavo sopra l’argine, e sentivo questa melodia deliziosa uscire dal campanile di un piccolo borgo.
Così sono scesa dalla scala di cemento ed ho camminato fino in paese.

Mi sono fermata nel bar, proprio di fronte alla chiesa, ed ho chiesto lumi ad una donna della mia età col pancione.

Subito era diffidente, ma poi, dopo averle raccontato che suono per vivere, s’è sciolta un pochino.

Mi ha anche proposto di provare l’organo parrocchiale, visto che stanno cercando qualcuno per messe, funerali e quant’altro.
Sarà stato l’effetto della birra piccola, bevuta a digiuno… le ho lasciato il numero del mio agente Mario.  Scusate; ma il produttore discografico non m’ha detto che devo pensare a qualcosa di nuovo?

Sono stata seduta su una panchina ad osservare le campane eseguire la lunga melodia per dieci minuti buoni. Poi ho googlato sul telefonino… ed ecco cosa ho scoperto.

Il suono così melodico non deriva tanto dalle campane, ma dal modo in cui sono suonate.
All’inizio partono a slancio, ossia vengono fatte dondolare come accade normalmente in quasi tutti i campanili a festa.
Ma appena raggiunto il colmo della rotazione, vengono fermate con la bocca rivolta verso l’alto. E per fermate intendo immobilizzate.

Poi si fanno scendere e risalire seguendo una specie di spartito, creando una melodia.
Esiste un sistema preciso, una vera scuola di suonare in questa maniera, e viene detto Sistema alla Veronese.

Su internet Youtube ho trovato questo bel video, girato in uno dei paesi che ho attraversato; dopo nemmeno un minuto già si capisce che cosa intendevo. Ecco il link QUI

Che dire…
Una organista di fama, (passatemi l’immodestia), per giunta veneta, scopre questo a quarant’anni!
Proprio vero; non si finisce mai di imparare.

La vita è una sorpresa continua, basta non smettere di cercare.

A presto amiche!

 

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