Spesso ci capita di leggere o sentire la parola magia associata all’antica capitale sorta sull’acqua.

Anch’io non sono estraneo all’uso di affiancare i due termini, ma ieri, dopo aver letto un articolo sul giornale, mi sono chiesto:

ma quando ne scrivo o ne parlo, che cosa intendo io, per magia di Venezia?

Per prima cosa sono andato a rivedermi le definizioni sui dizionari.

Magia significa controllare eventi naturali e non, attraverso pratiche occulte, ma anche, fascino e incanto.
A me, ovviamente, interessava il termine nella seconda definizione.

Così mi sono chiesto, di nuovo;

che cosa veramente mi incanta, mi affascina di Venezia?

Ora, non vorrei fare un’analisi troppo approfondita e metodica anche perché rischierei, ricordando un mio racconto, di snaturarne l’essenza (magica) nel rincorrere la spiegazione.

Ma sul momento non ho potuto evitare di stilare mentalmente una breve lista.

La prima cosa che m’è venuta a memoria:

sfuggire alla ressa solo girando l’angolo.

Volutamente o meno, a tutti noi sarà capitato di trovarsi trascinati dal fiume umano in una calle veneziana o sopra a un ponte.
Penso ad esempio al percorso che va da Piazza San Marco a Rialto.

Che si passi il famosissimo ponte o si proceda per Strada Nuova delle volte è un vero delirio, un girone dantesco, specie se assieme a bambini piccoli.

Domanda:

avete mai provato a girare l’angolo?

Ecco ad esempio cosa ne pensa il personaggio de L’uomo che dorme nelle chiese, che conosce la città talmente bene da esserne quasi un tutt’uno, almeno nella parte onirica della sua esistenza.

I turisti che vengono qui per dormire in fredde locande, o peggio per vedere solo la Piazza, o fare un giro in gondola e poi andarsene, non hanno proprio capito niente di questa città. Meglio così, mi dico sorridendo sotto i baffi, loro non hanno idea di cosa si provi nel deviare da una calle affollata per trovarsi per magia subito soli, sbucare in un campo deserto e trovare la sua chiesa vuota ad aspettarti.

Anch’io sono un turista, ma penso di capire cosa intende. Girato l’angolo ci aspetta la sorpresa.
Sia in una stretta calle, di fianco a un rio, in una piazzetta deserta o davanti a una chiesa vuota; come per incanto, abbandonato il flusso umano, ci ritroviamo soli, come nell’immagine che vedete.

 


Questo è il primo punto della lista, (da qui il titolo), di cosa mi ha incantato di Venezia.

E a voi, non è mai successo?

 

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